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Il Sentiero Azzurro
La Liquirizia e la foce del Tronto

• Il percorso é facile ed interessante, indicato anche per i bambini.
Si colloca nella parte dell'Oasi più vicina al fiume. All'inizio il sentiero gira intorno ad un casolare abbandonato superato il quale si entra nell'area prediletta dalle piante di liquirizia.


• La Liquirizia (Glycyrrhiza glabra), leguminosa il cui nome significa "radice dolce" é un'erbacea perenne molto resistente che può raggiungere il metro di altezza tuttavia in questa zona ha dimensioni ridotte.

Le foglie sono composte da diverse foglioline lunghe e strette di colore verde intenso.
Sono imparipennate ossia tutte le foglie sono appaiate tranne l'ultima.

I fiori di colore azzurro violaceo, sono riuniti in infiorescenze che sbocciano in estate.

I frutti sono dei legumi bruno rossastri contenenti semi rotondi.

La radice é la parte più caratteristica della liquirizia. Questa è carnosa, rizomatosa, e presenta delle ramificazioni ruvide, scure all’esterno e gialle all’interno. E’ proprio la radice che, raccolta in determinati periodi ed essiccata, viene utilizzata dall’industria dolciaria oltre ad avere proprietà medicinali: alza la pressione sanguigna, cura la tosse, ecc.


La Liquirizia

• Proseguendo il percorso verso mare, si giunge alla spiaggia.

Qui é necessario non camminare sulla zona inerbita appena sovrastante perché si calpesterebbe la duna piatta che corre lungo tutta l’oasi della Sentina a confine tra l’interno e la spiaggia vera e propria e che rappresenta una zona delicata da rispettare.

Sulla sabbia in estate è possibile notare la presenza di una specie pioniera dei litorali, la
Salsola kali, una chenopodiacea inserita nelle liste rosse regionali come “minacciata” per la sua attuale rarità. Presenta un aspetto di pianta grassa, molto ramificata. Un tempo veniva utilizzata per ricavare la soda.

• Salendo sull’argine del fiume è possibile dare un’occhiata alla sua foce.
Quest’ultima costituisce una zona molto particolare che ha subito diversi mutamenti nel tempo sia naturali che artificiali. In questo ambiente vivono piante resistenti alla sommersione e alla salsedine. Molto diffusa è la
Cannuccia di Palude (Phragmites australis),graminacea spontanea dei luoghi umidi: presenta un culmo nodoso che qui, a causa della salsedine, non raggiunge il suo massimo sviluppo (3m).

Le foglie sono lanceolate e lunghe fino a 30 cm. con una guaina che riveste il fusto.

I fiori sono riuniti in un’infiorescenza piumosa terminale di colore bruno, estiva che rimane visibile anche durante il resto dell’anno. Costituisce dei popolamenti densi. Veniva un tempo utilizzata per fare i cannucciati di supporto per i bachi da seta.


Cannucciato e aironi nella Sentina
Testi: Loredana Sabbatucci e Giorgio Marini
Foto: Giorgio Marini e Maria Luisa Urban


LIPU - Sezione di Ascoli Piceno