L'Oasi Sentina

Sentiero Azzurro

Sentiero Rosso
Anfibi e Rettili

L'Avifauna

Mappa Sentina

Home


lipuascoli@rinascita.it
Scrivici


Il Sentiero Rosso
Il Torrione e la Steppa Salata

Il Torrione fu costruito nel secolo XVI: aveva probabilmente il compito di avvistamento, di allarme e antisbarco contro le ricorrenti scorrerie dei turchi e dei saraceni in quella parte di spiaggia e alla foce del Tronto, piuttosto lontane dalle fortificazioni.

• Nel XVII secolo venne ridimensionato in altezza e per metà fu incorporato in un ampio edificio fortificato: dopo l’ampliamento, probabilmente ebbe anche un ruolo di controllo degli sbarchi e degli imbarchi, di deposito delle merci per le imbarcazioni che eventualmente riparavano in prossimità della foce del Tronto.

• Nel ‘900 è stato trasformato in casa colonica ed ulteriormente ampliato.


La steppa salata - Nella parte settentrionale della Sentina sono rappresentate in successione tutte le tipologie di vegetazione presenti nell’intera zona: siamo all'interno dell'Area Floristica Protetta. Procedendo dall’entroterra verso il mare, troviamo la vegetazione dei coltivi abbandonati che man mano lascia sempre più spazio alla vegetazione palustre, in particolare alla cannuccia di palude (Phragmites australis)

la vegetazione alofila (“amica del sale”) comprende numerose specie tra cui alcune molto rare per il litorale abruzzese-marchigiano. Tra le più comuni si rinvengono la Sueda maritima e la Salicornia patula. In autunno la vegetazione alofila assume varie tonalità di rosso

la vegetazione psammofila (“amica della sabbia”) inizia dalla prima parte di spiaggia emersa, subito dopo la zona intertidale (dove la vegetazione non riesce ad insediarsi perché soggetta alla marea) e, interessando la zona dunale, giunge fino alle depressioni retrodunali.

La presenza di vegetazione in questa zona è fondamentale perché, grazie alle radici che trattengono la sabbia, continuamente soggetta all’azione del vento e dell’acqua, essa consolida il litorale e lo difende dall’erosione. Per la conservazione di questo fragilissimo ecotono (punto di incontro tra due ecosistemi), conteso tra terra e mare, consigliamo ai visitatori di evitare di camminare in cima alle dune, cercando di proseguire lungo la spiaggia: infatti calpestando la sommità della duna si ottengono diversi effetti negativi (calpestio delle piante, compattazione del terreno che diventa asfittico per le radici, rischio di crollo della duna sotto il nostro peso).



LIPU - Sezione di Ascoli Piceno