
L¹esposizione dei corredi funerari conservati nel Museo dell¹Alto medioevo di Roma, nel Museo Nazionale di Ancona e nel Museo Statale di Ascoli Piceno, è l¹occasione per presentare al pubblico i risultati dei più recenti studi sui celeberrimi corredi di Castel Trosino inserendo il rinvenimento in un quadro spazio-temporale che ne spieghi la natura.
Dal Tardoantico all¹altomedioevo, non solo Longobardi, ma anche Goti e Bizantini.
L¹attenzione è stata rivolta quindi a tutto il territorio marchigiano e a zone limitrofe, ricevendo un contributo fondamentale anche dal versante abruzzese.
I Longobardi seppellivano i loro morti in sepolcreti posti fuori le mura, spesso in luoghi già usati dai romani.
Il cadavere veniva deposto in fosse semplici o in muratura con i piedi rivolti a levante.
I corredi funebri posti nelle tombe sono la più importante fonte di documentazione per la vita e i costumi di questo popolo germanico.
Le tombe del guerriero hanno in primo luogo la ³Spatha² a doppio taglio, poi lo ³Scra-masax², spada più corta a un solo taglio, più adatta a combattere a cavallo; e ancora lance, archi, asce e coltelli.
Arma tipicamente difensiva era lo scudo in legno, rotondo e rivestito in cuoio, con l¹umbone in ferro che ne permetteva l¹impugnatura.
Quelli da parata erano decorati in bronzo e in oro.
Morsi in ferro, speroni ageminati, finimenti di bardatura in argento, guarnizioni di sella in oro, bacili copti in bronzo spesso completano il corredo.
Le tombe femminili presentano fibule ad arco, a disco e a forma d¹animale che servivano per abbellire e fermare le vesti.
Spilloni in argento e anellini trilobati guarnivano le acconciature dei capelli.
Orecchini con pendenti, orecchini a cestello in oro, collane in pasta vitrea, con inserti di monete d¹oro, illuminavano il volto.
Frequente la presenza dell¹anello coniugale a doppia losanga, del bracciale, di croci in lamina d¹oro, del pettine in osso, del coltellino, di fuseruole e di vasellame in vetro e terracotta.
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