Ascoli Piceno
Il nome deriva dal fatto che quivi si tenevano gli arringhi, le adunanze di popolo. Infatti un palazzo, detto Arringo, di origine medievale esisteva sul fianco meridionale della piazza e doveva servire per le assemblee del consiglio di popolo. Questo fabbricato fu, poi, incorporato, allorché si costruì il Palazzo del Comune o Anzianale. Nei vari secoli la piazza è stata testimone degli avvenimenti più rilevanti della storia politica, religiosa e sociale della città. Una tradizione vuole che qui fosse l'antico Forum, come pure che nel primo medioevo ci fosse un olmo gigantesco, sotto le cui fronde si ritrovavano coloro che dovevano discutere sulla res publica. In questa piazza sono nati, in una notte del 1335, gli Statuti del Popolo, espressione della più genuina democrazia che Ascoli abbia mai avuto nel tempo. La piazza è stata pure campo d'azione, durante le feste pubbliche, di giostre e tornei, il più memorabile dei quali è stato quello di Menechina Soderini del 1464.
A delimitare i lati della piazza, perfettamente rettangolare, stanno il Battistero, il Duomo, il Vescovado, il Palazzo Comunale, Palazzo Panichi, ora sede del Museo Archeologico, Palazzo Fonzi ed altre case di arte minore.
Nel 1882, al centro della piazza è stato eretto un monumento a Vittorio Emanuele II, opera dell'ascolano Nicola Cantalamessa, poi rimosso dopo l'ultima guerra e posto ai Giardini Pubblici. Ora abbelliscono la Piazza due fontane, opera di Giovanni Jecini con vasca ellittica e sculture di Giorgio Paci.